Santuario de Nuestra Señora de la Cinta. Huelva.

Il 16 marzo 1493 Cristoforo Colombo vi si recò per sciogliere un voto.

Santuario Nostra Signora della Cinta, Huelva

Santuario de Nuestra Señora de la Cinta. Huelva.

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Santuario Nostra Signora della Cinta, Huelva

Durante il viaggio di ritorno dalla scoperta delle Indie, il 14 febbraio al largo delle isole Azzorre,  con  la caravella  Niña  in pericolo di affondare, vennero fatti tre voti, uno  alla Madonna di Guadalupe, un altro a quella di Loreto e un terzo a Santa Chiara di Moguer. Il primo ed il terzo voto toccarono all’Ammiraglio. Il secondo, un po’ lontano e con una perdita di tempo enorme toccò al marinaio Pedro de Villa al quale vennero promessi  i denari per il lungo viaggio. 

Dopo una breve sosta in rada davanti  all’isola di Santa Maria, la  Niña  riprese il viaggio ma il 3 di marzo incappò in un’altra tempesta ancora più vigorosa.

Così la descrive Fernando Colombo nelle Storie del Nuovo Mondo: “Ed ai 3 di marzo ebbero  un sì gran temporale che, passata la mezzanotte squarciò loro le vele: perché, essendo essi in gran pericolo della vita fecero voto di mandare un pellegrino alla Madonna della Centa, la cui divota casa giace in Huelva, ov’egli andar dovesse scalzo e in camicia. Toccò adunque la sorte all’Ammiraglio, perché forse per i tanti voti che gli toccavano Dio glorioso voleva dimostrare essergli più grate le promesse di lui che quelle degli altri, oltre al qual voto ne furono fatti anche di molti altri particolari. E correndo tuttavia senza pure un palmo di vela con l’albero nudo e con terribile mare, e gran vento, e con spaventevoli tuoni e lampi d’ogni parte del cielo, ciascuna delle quali cose pareva che portasse via la caravella per l’aria, piacque a nostro Signore di mostrar loro terra, quasi nella mezzanotte: da chè non minor pericolo loro ritornava perché, per non rompere o dare in luogo dove non sapessero di poter salvarsi, fu necessario che facessero un poco di vela per sostentarsi contro il temporale, finché piacque a Dio che venisse giorno, il quale apparso, conobbero che erano sopra la Rocca di Cintra, la quale è sui confini del re di Portogallo….”

Il poeta portoghese Luis Camoes (1524-1580)  definiva la  Rocca di Cintra  “Dove la terra finisce e comincia il mare”.

Da considerare che la caravella  Niña, secondo gli storici, misurava una lunghezza totale di  21,34 (Samuel Eliot Morison),  20, 44 (José Martinez-Hidalgo), 20,41 (Eugene Lyon), 24,08 (Enrico  D’Albertis).  Da raccomandarsi l’anima sicuramente.

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La Rocca di Cintra, l’odierno Cabo da Roca in Portogallo.

Giunto a Palos,  Cristoforo Colombo si recò il 16 marzo 1493 a sciogliere i voti alla Madonna di Guadalupe, poi al Convento di Santa Clara di Moguer e infine al  Santuario de Nuestra Señora de la Cinta di Huelva.

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Santuario Nuestra Señora-de la Cinta di Huelva.

Nella cappella è collocato un “retablo” dorato (pala d’altare che contiene un dipinto della vergine); la data del dipinto e il nome dell’artista sono sconosciuti. La Vergine tiene in mano un melograno, simbolo di fertilità, e sta cullando il suo bambino che regge con il braccio destro una cinta dorata.

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Cappella del Santuario
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Virgen de la Cinta de Huelva

Il Santuario risale al XV° secolo ed era un luogo di pellegrinaggio dei marinai della zona e  punto di riferimento di devozione di chi andava per mare. .Colombo visitò la cappella prima di salpare da Palos il 3 agosto 1492 e pregò la Vergine, promettendo di tornare al suo ritorno. La sua visita è raffigurata in una serie di azulejos (piastrelle bianche e blu), disegnate dall’artista Daniel Zuloaga nel 1920, che rivestono le pareti dell’interno della cappella. 

Sul muro esterno del Santuario è stato collocato un azulejo che riporta la seguente scritta:  “En este Santuari estuvo orando en fé de una promesa Cristobal Colon, a su vuelta del nuevo mundo, en marzo de MCDXCIII”.

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Azulejo che ricorda il pellegrinaggio di Cristoforo Colombo al  Santuario.

In origine lo stile architettonico della cappella era gotico-mudéjar. In seguito subì molte trasformazioni, come il portico accanto alla cappella che risale probabilmente al  XVII° secolo. Nel XVIII secolo fu aggiunto un altro piano per accogliere i pellegrini.

Nuestra Señora de la Cinta, detta “La Virgen Chiquita”, è Patrona y Alcaldesa Perpetua di Huelva e l’8 settembre si tiene una processione in suo onore.

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La statua che viene portata a Huelva  in processione l’8 settembre. 
About Bruno Aloi 426 Articoli
Nato a Genova nel 1941, si diploma nel 1960 presso l'Istituto Tecnico Nautico San Giorgio di Genova. Nel 1966 consegue il titolo professionale di Capitano di Lungo Corso. Laureato in Lettere con la tesi "I Liguri nella Gallia meridionale". Molteplici sono i momenti che segnano il percorso di Bruno Aloi, da ufficiale di coperta agli incarichi in diverse specializzazioni formative (corsi di sopravvivenza, mezzi di salvataggio, antincendio di base ed avanzato, corso superiore radar, familiarizzazione navi chimiche, ) fino all'abilitazione a comandante Certificazione S.T.C.W. 1978/95 rilasciato il 28/1/2002. Particolarmente significativa è la sua attività in campo culturale, per un decennio soprintende alla promozione delle grotte di Borgio Verezzi come presidente del Gruppo Grotte Borgio Verezzi. Nell'ambito delle esplorazioni ipogee visita il Marocco, l'Algeria e la Siria su invito del Ministro del Turismo Siriano. Socio onorario dello Speleo Club de l'Aude et de l'Ariège (Francia). In qualità di Presidente dell'Associazione per il Recupero del Genovesato, Bruno Aloi promuove nel 1986 la riapertura dei forti genovesi Sperone e Begato, con eventi di spettacolo, mentre partecipa all'iniziativa "Artisti per il Centro Storico" (1990). Premio Regionale Ligure 1987. Socio onorario della Società Nazionale di Salvamento. Tra le altre cariche assunte, lo ricordiamo presidente di Al Sham, associazione per le relazioni tra Italia e Siria contibuendo al gemellaggio della città di Genova con la città di Latakia (l'antica Laodicea). Giornalista pubblicista dal 14/6/1989 iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti Roma Tessera N. 170551.. Presidente del Comitato Nazionale per Colombo.

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