Luis de Santángel.

"Escribano de raciòn" della Casa reale d'Aragona che rese possibile la spedizione alle Indie di Cristoforo Colombo.

Luis de Santàngel Bessant.  Si ignora  l’anno di nascita e si presume sia morto nel 1498 a Valencia. Era figlio di  Luis de Santángel “el Viejo” e di  Doña Brianda.

Apparteneva ad una famiglia di  conversos di origine ebraica aragonese provenienti dal Regno di Valencia (altre fonti citano di Daroca), una delle comunità ebraiche più ricche dell’Aragona nel XIV secolo.

La comunità fu  fondata da suo nonno Azarías Ginillo, conosciuto poi come  Luis de Santángel Azarías, mercante, che si trasferì a Valencia per motivi di lavoro e lì  morì nel 1454.

Suo padre Luis  de Santángel “el Viejo” era un mercante, aveva ottimi rapporti con i re Alfonso V  “El Magnánimo” e Juan II d’Aragona e Navarra. Venne nominato concessionario dell’esazione delle dogane di Valencia. Morì intorno al 1476 . 

Re Juan II d’Aragona e Navarra ( Medina del Campo 1398 – Barcellona 1479) affidò a Luis de Santángel , erede diretto di  Luis de Santángel “el Viejo” la riscossione  degli interessi reali a Valencia riconfermandogli gli stessi diritti goduti dal padre. Alcuni mesi dopo la morte di re Juan II il nuovo re Fernando  ( Sos del Rey, Zaragoza 1452 – Madrigalejo 1516)   “en vista de la probada industria, fidelidad y moderación de Luis de Santángel” il 12 maggio 1479  lo nominò esattore della Zecca della Moneta di Valencia. Nel 1481 ebbe un altro incarico come “escribano de raciòn” che consisteva nella tenuta dei libri dei conti della Casa reale d’Aragona.

Luis de Santángel. Ritratto di Anonimo. Museo Naval di Madrid.

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Luis de Santangel. Ritratto di ignoto al Museo Naval de Madrid

Nel 1486 conobbe Cristoforo Colombo durante la sua prima visita alla  corte reale e rimase molto colpito dai suoi progetti.

L’influenza di  Santángel sui monarchi cattolici fu decisiva per ottenere la loro accettazione delle proposte di Colombo.

Dopo la resa di Granada la regina nel gennaio del 1492 convocò a Santa Fé un Consiglio straordinario. Di fronte alle richieste esorbitanti di Cristoforo Colombo la maggioranza restò contraria al suo progetto. Colombo lasciò Santa Fé insieme a Padre Pérez per recarsi al Convento de  la Rabida pensando di offrire il suo progetto a Carlo VIII re di Francia. Nello stesso giorno il Santángel, amministratore della casa reale, riuscì a convincere la regina proponendo di anticipare i fondi necessari all’impresa. 

Venne mandato un corriere che raggiunse  Colombo al ponte dei Pinos e lo riportò al campo di Santa Fé dove il 17 aprile i Re Cattolici approvarono il bilancio , cioè le famose “capitolazioni”,  valutato in due milioni di maravedis.  

Un’operazione finanziaria che vedeva coinvolto, Francesco Pinelli, tesoriere della Confraternita della Santa Hermandad. Nei registri di quella che era una delle più ricche Confraternite di Spagna si legge: ” A Luis de  Santángel e Francisco Pinelo, tesoriere della Hermandad, furono pagati 1.140.000 maravedìs, che per nostro incarico avete consegnato al Vescovo di Avila per l’invio dell’Ammiraglio don  Cristóbal Colón”.

Da sottolineare che il rischio venne ben ripagato,  e Pinelli venne poi nominato a capo della  “Real Audiencia y Casa de la Contratación de Indias” istituzione della Monarchia spagnola, creata a Siviglia il  20 gennaio 1503 all’inizio della colonizzazione spagnola del Nuovo Mondo. Un incarico di prestigio e lucroso perchè dalla  Casa de Contratación passavano tutte le merci in arrivo e partenza per le Indie.

E così Santángel e il banchiere genovese Francesco Pinelli   contribuirono con un prestito di 1.140.000.

Colombo con 500.000  prestatigli dal fiorentino Giannotto Berardi, agente della Casa de’ Medici in Siviglia  e da banchieri genovesi.  Padre Antonio de Aspa in una relazione del primo viaggio, scritta tra il 1512 e il 1524, tratta dalle “Decadi” di Pietro Martire d’Anghiera, ne cita tre: Jacopo Di Negro che abitava a Siviglia, un non meglio identificato Capatèl di Xeres e Luis Doria di Cadice. Il Nuncibay nella sua “Genealogia de la Casa de Portugal”  ne cita altri quattro: Riberol o Rivarol, Francisco de Oria, Castagno o Cattaneo e Gaspare Spinola.

I restanti 360.000 maravedis vennero condannati a pagarli, sotto forma di due caravelle armate, gli abitanti di Moguer e Palos rei di contrabbando continuato e atti di pirateria.

Busto a Luis de Santángel nei giardini dell’Alameda di Valencia.  E’ considerato il capolavoro dello scultore  José Terencio Farré (Requena 1887-Valencia 1968). Venne ordinato nel 1920 dalla società culturale valenciana “Il Rat Penat” ed eretto nel 1921. 

Sulla colonna la scritta :

A LUIS DE SANTANGEL

GENEROSO COOPERADOR DEL DESCUBRIMINETO DE AMERICA

LA CIUDAD DE VALENCIA

MCMXXI 

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Monumento a Luis de Santángel a Valencia

Il fatto di essere ebreo lo aveva reso bersaglio di molti invidiosi che cercavano di  liberarsi di lui. Il re Fernando lo considerava invece fondamentale per la corona e lo protesse  contro  eventuali attacchi dell’Inquisizione.  Il 30 maggio 1497 i Re Cattolici  firmarono un privilegio eccezionale: gli ” Estatutos de limpieza de sangre” (Statuti di purificazione del sangue),. Così nonostante le sue origini, né lui né i suoi discendenti avrebbero potuto essere  portati davanti ai tribunali del Sant’Ufficio.

Colombo tenne molto in considerazione il  Santángel che fu tra i primi  al quale raccontò il successo del suo viaggio e le cose che aveva visto. Lo fece tramite una lettera che Colombo inizio all’altezza delle isole Azzorre  il  15 febbraio  e concluse nel porto di Lisbona il 4 marzo 1493. La lettera conosciuta con il titolo  “Christophorus Columbus, De Insulis nuper in mari Indico Inventis” ovvero “Cristoforo Colombo, sulle isole recentemente trovate dell’Oceano Indiano” è conservata nell’ Archivo General de Simancas in provincia di Valladolid.

Scultura in pietra di Alicante di Luis de Santángel opera dello scultore José Gamot y Lluria.  Situata alla base del   Monumento a Colón o Mirador de Colón costruito per l’Esposizione Universale di Barcellona del 1888.

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Luis de Santángel alla base del Monumento a Colón
About Bruno Aloi 453 Articoli
Bruno Aloi. Nato a Genova nel 1941, si diploma nel 1960 presso l'Istituto Tecnico Nautico San Giorgio di Genova. Nel 1966 consegue il titolo professionale di Capitano di Lungo Corso. Laureato in Lettere con la tesi "I Liguri nella Gallia meridionale". Molteplici sono i momenti che segnano il percorso di Bruno Aloi, da ufficiale di coperta agli incarichi in diverse specializzazioni formative (corsi di sopravvivenza, mezzi di salvataggio, antincendio di base ed avanzato, corso superiore radar, familiarizzazione navi chimiche, ) fino all'abilitazione a comandante Certificazione S.T.C.W. 1978/95 rilasciato il 28/1/2002. Particolarmente significativa è la sua attività in campo culturale, per un decennio soprintende alla promozione delle grotte di Borgio Verezzi come presidente del Gruppo Grotte Borgio Verezzi. Nell'ambito delle esplorazioni ipogee visita il Marocco, l'Algeria e la Siria su invito del Ministro del Turismo Siriano. Socio onorario dello Speleo Club de l'Aude et de l'Ariège (Francia). In qualità di Presidente dell'Associazione per il Recupero del Genovesato, Bruno Aloi promuove nel 1986 la riapertura dei forti genovesi Sperone e Begato, con eventi di spettacolo, mentre partecipa all'iniziativa "Artisti per il Centro Storico" (1990). Premio Regionale Ligure 1987. Premio "Gente di Mare" 2002. Viareggio. Socio onorario della Società Nazionale di Salvamento. Tra le altre cariche assunte, lo ricordiamo presidente di Al Sham, associazione per le relazioni tra Italia e Siria contibuendo al gemellaggio della città di Genova con la città di Latakia (l'antica Laodicea). Giornalista pubblicista dal 14/6/1989 iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti Roma Tessera N. 170551.. Presidente del Comitato Nazionale per Colombo.