Luis de la Cerda 1° duca di Medinaceli. Lettera del 19 marzo 1493 al Cardinal Mendoza.

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Aristocratico spagnolo Luis de la Cerda y de la Vega   ( nato molto probabilmente a Medinaceli, tra il 1442 e il 1443 – Écija 1501)  figlio di Gastón de la Cerda, IV conte di Medinaceli, e di Leonor de la Vega y Mendoza, signora di Cogolludo.                                              Il 10 giugno 1454, dopo la morte del padre ereditò il titolo di V°conte di Medinaceli.  Nel 1479, la regina Isabella la Cattolica di Castiglia gli conferì il titolo di 1° duca di Medinaceli.    Fu anche protettore di Cristoforo Colombo che ospitò secondo alcuni negli ultimi mesi del 1485 e nei primi giorni del 1486, e secondo altri tra il 1490 e il 1491, nel suo palazzo a El Puerto de Santa Maria in Andalusia, porto dove teneva  navi dedicate al commercio marittimo. Da El Puerto salpò Colombo per il suo secondo viaggio verso il Nuovo Mondo.  Luis de la Cerda si interessò al progetto di Colombo, che all’epoca viveva in ristrettezze economiche,  gli fornì un sostegno finanziario e lo  fece incontrare con il Cardinale Mendoza e la Regina Isabella. 

Al rientro dal viaggio di scoperta Cristoforo Colombo con la Niña giunse a Lisbona il 4 marzo 1493. Scrisse tre lettere per riferire del suo ritorno dalle Indie. Due furono inviate a Barcellona dove si trovavano i Re Cattolici. La terza fu inviata a Cogolludo, dove risiedeva il suo protettore, Don Luis de la Cerda, Duca di Medinaceli. Data la distanza di Barcellona da Lisbona di 1007 chilometri la lettera arrivò per prima a Cogolludo che dista 573 chilometri dalla città portoghese. La lettera giunta a Cogolludo purtroppo non è mai stata ritrovata.

Subito dopo, il 19 marzo 1493, da Cogolludo, Don Luis scrisse una lettera allo zio,
Cardinale Pedro González de Mendoza, informandolo che Colombo era giunto a Lisbona
dopo aver “hallar todo lo que buscaba y muy cumplidamente… gelo escribo con Xuares
y le enbio a suplicar me haga merced que yo pueda enbiar en cada año allá algunas
carauelas mías. …De la mi villa de Cogolludo a XIX de marzo. Las manos de Vuestra
Señoría besamos. Luis.” ( “trovato tutto ciò che cercava, e in modo completo… Vi
scrivo con Xuares per supplicarvi di concedermi il favore di inviare lì alcune delle
mie caravelle ogni anno… Dalla mia città di Cogolludo, 19 marzo. Baciamo le mani
di Vostra Signoria. Luis”).
Chiese inoltre al Cardinale una raccomandazione da presentare ai Re Cattolici,
chiedendo loro di permettergli di inviare nelle “Indie” alcune delle caravelle che
teneva a disposizione a El Puerto de Santa María.

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Si tratta di uno dei primi documenti scritti giunti fino a noi che confermano la
scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo.
La lettera attualmente si
trova presso l’Archivio Nazionale di Simancas (Valladolid)

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La lettera conservata presso l’Archivio Nazionale di Simancas (Valladolid).

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 Il Municipio di Cogolludo ne possiede una riproduzione che viene esposta ogni 19 marzo dal balcone del Palazzo Ducale, per sottolineare l’importanza storica della lettera.

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La copia della lettera esposta a Cogolludo.

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Informazioni su Bruno Aloi 1040 Articoli
Bruno Aloi. Nato a Genova nel 1941, si diploma nel 1960 presso l'Istituto Tecnico Nautico San Giorgio di Genova. Nel 1966 consegue il titolo professionale di Capitano di Lungo Corso. Laureato in Lettere con la tesi "I Liguri nella Gallia meridionale". Molteplici sono i momenti che segnano il percorso di Bruno Aloi, da ufficiale di coperta agli incarichi in diverse specializzazioni formative (corsi di sopravvivenza, mezzi di salvataggio, antincendio di base ed avanzato, corso superiore radar, familiarizzazione navi chimiche, ) fino all'abilitazione a comandante Certificazione S.T.C.W. 1978/95 rilasciato il 28/1/2002. Particolarmente significativa è la sua attività in campo culturale, per un decennio soprintende alla promozione delle grotte di Borgio Verezzi come presidente del Gruppo Grotte Borgio Verezzi. Nell'ambito delle esplorazioni ipogee visita il Marocco, l'Algeria e la Siria su invito del Ministro del Turismo Siriano. Socio onorario dello Speleo Club de l'Aude et de l'Ariège (Francia). In qualità di Presidente dell'Associazione per il Recupero del Genovesato, Bruno Aloi promuove nel 1986 la riapertura dei forti genovesi Sperone e Begato, con eventi di spettacolo, mentre partecipa all'iniziativa "Artisti per il Centro Storico" (1990). Premio Regionale Ligure 1987. Premio "Gente di Mare" 2002. Viareggio. Socio onorario della Società Nazionale di Salvamento. Tra le altre cariche assunte, lo ricordiamo presidente di Al Sham, associazione per le relazioni tra Italia e Siria contibuendo al gemellaggio della città di Genova con la città di Latakia (l'antica Laodicea). Giornalista pubblicista dal 14/6/1989 iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti Roma Tessera N. 170551.. Presidente del Comitato Nazionale per Colombo.

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