Filipa Moniz Perestrelo moglie di Cristoforo Colombo.

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Filipa Moniz Perestrelo (Porto Santo 1455 – Roma 1484) figlia di Bartolomeo Perestrelo e Isabel Moniz .Il nome Perestrelo deriva da una deformazione del cognome italiano Pallastrelli. ll cambio del nome da Pallastrelli a Perestrelo avvenne con Bartolomeu Perestrelo padre di Filipa Moniz nato in Portogallo e che fu nominato cavaliere al servizio dell’Infante D. João e, in seguito, dell’Infante D. Henrique, ricevendo la capitaneria dell’isola di Porto Santo e il titolo di primo Signore dell’isola stessa.

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Stemma della famiglia Perestrelob84e506bbde053182345166635d8a17c

 

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Alla morte del padre lei e la madre Isabel si ritirarono nel Monastero do Santos o Velho a Lisbona appartenente ai cavalieri dell’Ordine di Santiago i quali vi alloggiavano mogli e figli durante le loro spedizioni. Qui Filipa visse come monaca e  dama commendataria.

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Dal gennaio 1470 al gennaio 1477, la sua presenza è documentata dalle riunioni del Capitolo, in cui si occupava dell’amministrazionedel patrimonio comune del Cenobio. Dona Filipa Moniz è citata  nella lettera  datata 4 gennaio 1475, dal convento di Santos-o-Velho.

Carta-Dona-Filipa-Moniz

Traduzione in italiano dalla parte iniziale della lettera :

 

Onoratissime e devote, Lady Dona Beatriz de Menenses, comendadeira [badessa] del detto monastero e Graçia Estévez, Lianor Correa, Catarina Rodriguez, Susana Pereira, Catarina de Valadares, Dona Lianor de Meneses, Filipa Moniz, Johana da Silva, Johana de Lordello, Beatriz de Goes e Catarina da Rosa, tutte donas [comendadoras] del detto monastero essendo in commissione e capitolo chiamandolo per soo de canpa tangida secondo la sua buona consuetudine specialmente per quest’atto che segue appresso, da detta Comendadeira e Dame fu detto che è vero che detto monastero ha in Campolide […] JESUS, João C. da Silva, A Casa de Viseu, o Comércio da Guiné e os Genoveses. A Herança do Infante, 287–303. Lisbona – Lagos: Câmara Municipal de Lagos/CEPCEP/Centro de História de Além-Mar. ISBN: 978-972-9045-28-8, 295.

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Nella tesi di laurea del 1951 di Joel Silva Ferreira Mata “La comunità femminile dell’Ordine di Santiago: la comunità dei santi nel Medioevo” risulta che Filipa cessò di essere una suora professa de Santos il 20 gennaio 1479.

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Nella chiesa del Monastero pare  certo che Filipa e Cristoforo Colombo si conobbero.

Dalle “Storie del Nuovo Mondo”. La vita e i viaggi di Cristoforo Colombo raccontati dal figlio Fernando   si cita “E poichè si portava  molto onoratamente ed era uomo di bella presenza  e che non si partiva dall’onesto, avvenne che una gentildonna chiamata  Donna Filippa Mogniz, di nobil sangue, Cavalliera nel  Monasterio d’0gni Santi, dove l’Ammiraglio usava di andare a messa, prese tanta pratica e amicizia con lui che divenne sua moglie”.  

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La coppia convolò a nozze tra la fine del 1479 e inizio 1480, probabilmente dopo che Colombo ottenne l’autorizzazione dal Re D. João II (allora Maestro dell’Ordine di Santiago). A partire dal 1480 circa, si trasferirono  nell’arcipelago portoghese di Madera, prima sull’isola di Porto Santo dove rimasero due anni e dove a fine 1480 o inizio 1481 nacque il loro unico figlio, Diego,   poi sulla stessa Madera.   Morì a Roma nel 1484,  secondo gli storici mentre si trovava nella capitale per un viaggio, durante il quale fu colpita da una malattia improvvisa che la portò alla morte all’età di circa 30 anni. La notizia spinse Colombo a lasciare il Portogallo per trasferirsi in Spagna insieme al figlio Diegoa la salma venne rimpatriata e tumulata nella Capela da Piedade  (  Originariamente conosciuta come Capela de Nossa Senhora do Pranto),  situata all’interno dell’antico Convento do Carmo a Lisbona, luogo in cui la sua famiglia (i Moniz) deteneva il patronato. La sua sepoltura in questa cappella è attestata storicamente dal testamento del 1523 redatto da suo figlio, Diego Colombo.  

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Questo ritratto viene  comunemente associato da storici e colombofili a Filipa Moniz Perestrelo. In realtà il quadro ,(olio su tela  50.8 x 40.6 cm), venne realizzato  nel 1866 dal pittore statunitense George Henry Hall (Boston 1825–New York 1913) e porta il titolo “Portrait of a Spanish Woman with a Lace Shawl and Rose” (Ritratto di donna spagnola con scialle di pizzo e rosa).

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Informazioni su Bruno Aloi 1063 Articoli
Bruno Aloi. Nato a Genova nel 1941, si diploma nel 1960 presso l'Istituto Tecnico Nautico San Giorgio di Genova. Nel 1966 consegue il titolo professionale di Capitano di Lungo Corso. Laureato in Lettere con la tesi "I Liguri nella Gallia meridionale". Molteplici sono i momenti che segnano il percorso di Bruno Aloi, da ufficiale di coperta agli incarichi in diverse specializzazioni formative (corsi di sopravvivenza, mezzi di salvataggio, antincendio di base ed avanzato, corso superiore radar, familiarizzazione navi chimiche, ) fino all'abilitazione a comandante Certificazione S.T.C.W. 1978/95 rilasciato il 28/1/2002. Particolarmente significativa è la sua attività in campo culturale, per un decennio soprintende alla promozione delle grotte di Borgio Verezzi come presidente del Gruppo Grotte Borgio Verezzi. Nell'ambito delle esplorazioni ipogee visita il Marocco, l'Algeria e la Siria su invito del Ministro del Turismo Siriano. Socio onorario dello Speleo Club de l'Aude et de l'Ariège (Francia). In qualità di Presidente dell'Associazione per il Recupero del Genovesato, Bruno Aloi promuove nel 1986 la riapertura dei forti genovesi Sperone e Begato, con eventi di spettacolo, mentre partecipa all'iniziativa "Artisti per il Centro Storico" (1990). Premio Regionale Ligure 1987. Premio "Gente di Mare" 2002. Viareggio. Socio onorario della Società Nazionale di Salvamento. Tra le altre cariche assunte, lo ricordiamo presidente di Al Sham, associazione per le relazioni tra Italia e Siria contibuendo al gemellaggio della città di Genova con la città di Latakia (l'antica Laodicea). Giornalista pubblicista dal 14/6/1989 iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti Roma Tessera N. 170551.. Presidente del Comitato Nazionale per Colombo.

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