Carta de marear di Juan de la Cosa eseguita nel porto di Santa Maria e non a Cadice. 1500.

Dal Galata Museo di Genova - 6 febbraio 2024

Galata Museo del Mare – 6 febbraio 2024.                                                                                                                                                                                                                I nostri colombofili parlano della mappa eseguita da Juan de la Cosa in estensione verticale e sarà bene precisare alcune cose.

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Juan de la Cosa (Santoña, Spagna 1460-Yurbacos /attuale Turbaco,Colombia 1510) fu pilota e cartografo con Cristoforo Colombo  nei suoi due primi viaggi ma non fu  cartografo di Vespucci.  Partecipò poi come pilota e cartografo alla spedizione partita il 18 maggio 1499  sotto il comando  di Alonso de Ojeda, spedizione alla quale partecipò anche Amerigo Vespucci.  Davanti all’odierna Guyana  Vespucci proseguì per il sud mentre Ojeda  e Juan de la Cosa proseguirono  esplorando le bocche del fiume Orinoco , Curaçao, Aruba e l’attuale laguna di Maracaibo dove trovarono un abitato che aveva  case costruite su palafitte che ricordavano Venezia. Pertanto non fu Vespucci  a dare il nome di Venezuela ma  l’Ojeda, tanto che  nel 1936 il governo  venezuelano costruì un villaggio nella laguna di Maracaibo battezzandolo  Ciudad Ojeda  in onore dell’esploratore spagnolo.

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Circa la mappa eseguita da Juan de la Cosa , conosciuta come  planisfero o Carta de marear o Mapa mundi, la pergamena  venne dipinta a mano nel 1500 nel porto fluviale di Santa Maria e non a Cadice  che oggi dista 10 km  circa ma a quel tempo era più importante Santa Maria da dove, tra l’altro,  partì Cristoforo Colombo il 25 settembre 1493 per il suo secondo viaggio. E a conferma di ciò , nella parte superiore sotto la figura che rappresenta  San Cristoforo si trova la scritta  “Juan de la cosa la fizo en el puerto de S: maa en año de 1500″.  Cioè Juan de la Cosa la fece nel porto di Santa Maria nell’anno 1500.

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Juan de la cosa la fizo en el puerto de S: maa en año de 1500

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La Carta è esposta  al Museo Navale di Madrid. In Italia da tempo esiste  una perfetta riproduzione  che si trova  alla Biblioteca  della sezione di geografia del Dipartimento di Lettere e Cultura Moderna dell’Università di  Roma La Sapienza.

 

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Informazioni su Bruno Aloi 957 Articoli
Bruno Aloi. Nato a Genova nel 1941, si diploma nel 1960 presso l'Istituto Tecnico Nautico San Giorgio di Genova. Nel 1966 consegue il titolo professionale di Capitano di Lungo Corso. Laureato in Lettere con la tesi "I Liguri nella Gallia meridionale". Molteplici sono i momenti che segnano il percorso di Bruno Aloi, da ufficiale di coperta agli incarichi in diverse specializzazioni formative (corsi di sopravvivenza, mezzi di salvataggio, antincendio di base ed avanzato, corso superiore radar, familiarizzazione navi chimiche, ) fino all'abilitazione a comandante Certificazione S.T.C.W. 1978/95 rilasciato il 28/1/2002. Particolarmente significativa è la sua attività in campo culturale, per un decennio soprintende alla promozione delle grotte di Borgio Verezzi come presidente del Gruppo Grotte Borgio Verezzi. Nell'ambito delle esplorazioni ipogee visita il Marocco, l'Algeria e la Siria su invito del Ministro del Turismo Siriano. Socio onorario dello Speleo Club de l'Aude et de l'Ariège (Francia). In qualità di Presidente dell'Associazione per il Recupero del Genovesato, Bruno Aloi promuove nel 1986 la riapertura dei forti genovesi Sperone e Begato, con eventi di spettacolo, mentre partecipa all'iniziativa "Artisti per il Centro Storico" (1990). Premio Regionale Ligure 1987. Premio "Gente di Mare" 2002. Viareggio. Socio onorario della Società Nazionale di Salvamento. Tra le altre cariche assunte, lo ricordiamo presidente di Al Sham, associazione per le relazioni tra Italia e Siria contibuendo al gemellaggio della città di Genova con la città di Latakia (l'antica Laodicea). Giornalista pubblicista dal 14/6/1989 iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti Roma Tessera N. 170551.. Presidente del Comitato Nazionale per Colombo.

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