Palazzo Besta di Teglio

Nella  “Sala della Creazione”  è raffigurata sul soffitto: una mapa mundi, in cui risalta una terra Australis dipinta in verde che, è scritto in basso, è una terra non del tutto conosciuta e vi è una data, 1499 (“Terra Australis recenter inventa anno 1499 sed nondum plene cognita”).

La mappa è una delle rarissime carte murali rinascimentali e venne portata a conoscenza nel 2003 da Claudio Piani.  Subito generò una miriade di discussioni tra gli studiosi alla ricerca di enigmi  in quanto pensavano che vi erano cartografati territori sconosciuti per quell’epoca.  

Studi seri però hanno accertato che la mappa sia stata copiata da una carta di Caspar Vopell del 1570; tra le due vi sono sovrapposizioni pressochè perfette e corrispondono, dicono gli esperti, in ogni particolare.

Il planisfero di Teglio si è infatti rivelato una riproduzione della carta geografica disegnata nel 1545 dal matematico tedesco Caspar Vopel (conosciuto anche anche come Vopell o Vopellius)

“Il mappamondo di Palazzo Besta non è stato dipinto da Leonardo Da Vinci e non è stato realizzato prima della scoperta dell’America. A sostenere questa tesi sono Claudio Piani e Diego Baratono, che attraverso lunghe ed elaborate ricerche sulla cartografia del Rinascimento smentiscono le affermazioni del lecchese Riccardo Magnani, autore del libro “Anamorphosis”.

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Secondo Piani e Baratono il mappamondo di Palazzo Besta richiamerebbe una cartina geografica del tedesco Martin Waldseemüller (1470 – 1521), datata 1507. «La cartina è stata trovata in un archivio tedesco – ha spiegato Piani –; ora si trova a Washington ed è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità. Comparandola all’affresco valtellinese abbiamo trovato delle corrispondenze praticamente perfette, fatta eccezione per alcune didascalie e caratteri. Siamo alla ricerca della cartina che rispecchia più fedelemente quella di Waldseemüller – ha aggiunto -, la Weltkarte di Caspar Vopel, datata 1545: il documento che ha permesso di trasporre la carta all’affresco». Basandosi su questa teoria, quindi, Leonardo Da Vinci non avrebbe potuto dipingere il mappamondo di Palazzo Besta, perchè morto ad Amboise, in Francia, nel 1519”.

“Carta di Martin Waldseemüller del 1507 unico esemplare custodito Libreria del Congresso di Washington dal 2001. La carta di Martin Waldseemüller è l’elemento geografico più raro e costoso di tutti i tempi. La carta stampata nel 1507 è patrimonio storico dell’umanità. D’altronde le carte murali a stampa del XVI sec. ritrovate a tutt’oggi sono solo diciassette.

Tra queste, però, il documento geografico cartaceo che rispecchia più fedelmente le linee guida della proiezione utilizzata da Martin Waldseemüller nel 1507, per racchiudere le terre disegnate sul planisfero lorenese, è la Weltkarte del 1545 del matematico tedesco Caspar Vopel e mai ritrovata.

Secondo gli studi del ricercatore Diego Baratono e dal valtellinese Claudio Piani, le carte rappresentate con questo profilo proiettivo iconografico, richiamerebbero il panneggio del manto della ” Madonna della Misericordia ” dipinta dal Ghirlandaio nel 1472, a Firenze nella chiesa di Ognissanti, proprio, per la famiglia Vespucci.

Solo tre copie postume della carta murale di Caspar Vopel sono sopravvissute, due realizzate a stampa, quella del 1558 alla Hoghton Library, in Masschusetts, (U.S.A) in pessime condizioni, e quella del 1570 conservata alla Herzog August Bibliothek di Wolfenbüttel, Germania”. (

 

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Bruno Aloi. Nato a Genova nel 1941, si diploma nel 1960 presso l'Istituto Tecnico Nautico San Giorgio di Genova. Nel 1966 consegue il titolo professionale di Capitano di Lungo Corso. Laureato in Lettere con la tesi "I Liguri nella Gallia meridionale". Molteplici sono i momenti che segnano il percorso di Bruno Aloi, da ufficiale di coperta agli incarichi in diverse specializzazioni formative (corsi di sopravvivenza, mezzi di salvataggio, antincendio di base ed avanzato, corso superiore radar, familiarizzazione navi chimiche, ) fino all'abilitazione a comandante Certificazione S.T.C.W. 1978/95 rilasciato il 28/1/2002. Particolarmente significativa è la sua attività in campo culturale, per un decennio soprintende alla promozione delle grotte di Borgio Verezzi come presidente del Gruppo Grotte Borgio Verezzi. Nell'ambito delle esplorazioni ipogee visita il Marocco, l'Algeria e la Siria su invito del Ministro del Turismo Siriano. Socio onorario dello Speleo Club de l'Aude et de l'Ariège (Francia). In qualità di Presidente dell'Associazione per il Recupero del Genovesato, Bruno Aloi promuove nel 1986 la riapertura dei forti genovesi Sperone e Begato, con eventi di spettacolo, mentre partecipa all'iniziativa "Artisti per il Centro Storico" (1990). Premio Regionale Ligure 1987. Premio "Gente di Mare" 2002. Viareggio. Socio onorario della Società Nazionale di Salvamento. Tra le altre cariche assunte, lo ricordiamo presidente di Al Sham, associazione per le relazioni tra Italia e Siria contibuendo al gemellaggio della città di Genova con la città di Latakia (l'antica Laodicea). Giornalista pubblicista dal 14/6/1989 iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti Roma Tessera N. 170551.. Presidente del Comitato Nazionale per Colombo.

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