Planisfero di Johann Ruysch, 1507.

Universalior Cogniti Orbis Tabula, Ex recentibus confecta observationibus

Planisfero di Johann Ruysch

Planisfero di Johann Ruysch, disegnato verso il 1507-1508, fu una delle prime carte stampate raffiguranti il Nuovo Mondo.

La mappa di Ruysch  si trova in alcune ristampe della cosiddetta edizione  “di Roma” della Geografia di Tolomeo realizzata nel 1507, e in tutte le stampe del 1508, il che fa pensare che sia stato disegnato nel 1507. L’atlante pubblicato a Roma dall’editore  Evangelista Tosinus, tipografo Bernardinus Venetus de Vitalibus,  è accompagnato da un libello, Orbis nova descriptio, del monaco della Congregzione dei celestini, Marcus Beneventanus. Le precedenti edizioni dell’atlante erano state pubblicate nel 1478 e nel 1490. 

Altri planisferi  importanti furono la mappa Contarini-Rosselli del 1506, attualmente alla British Library, e la mappa di Martin Waldseemüller  del 1507  alla Biblioteca del Congresso a Washington DC,  entrambe scoperte nel XX secolo e delle quali esiste una sola copia. Invece della versione originale del planisfero di Johannes Ruysch del 1507 esistono diverse copie e un censimento effettuato da Donald McGuirk nel 1989 ha permesso di identificarne addirittura 64 , e lo stesso studioso stima il numero totale ad un centinaio di copie. Tra le varie copie ricordiamo quelle conservate all’Università di Harvard, alla Biblioteca del Congresso, alla Biblioteca James Ford Bell dell’Università del Minnesota e ben tre copie alla Biblioteca Nazionale di Francia. 

Johannes Ruysch, noto anche come Johann Ruijsch o Giovanni Ruisch  (Utrecht circa 1460 – Colonia 1533), fu astronomo, cartografo ed esploratore olandese, alcuni  invece sostengono di origini tedesche. Secondo il parere del Beneventanus, si pensa abbia  abbia accompagnato Giovanni Caboto nella sua spedizione in America del Nord nel 1497-1498.

Nell’edizione del Geografia,  Beneventanus scrisse un commentario al planisfero di Ruysch intitolato Orbis novo descriptio :

Johannes Ruysch di Germania, secondo me un geografo molto preciso, ed il più accurato nel raffigurare il globo, per il cui aiuto a questo piccolo lavoro sono in debito, mi disse di aver navigato dal sud dell’Inghilterra, e di aver raggiunto i 53 gradi di latitudine nord, e che raggiunto quel parallelo si diresse ad ovest verso le coste dell’est, spostandosi leggermente più a nord ed osservando molte isole.

Beneventanus qui cita Ruysch come tedesco.

Secondo altri storici le note prevalentemente di origine portoghese presenti sul planisfero farebbero pensare  che Ruysch possa essersi imbarcato verso il 1500 su una nave portoghese in partenza da Bristol verso i  Grandi Banchi di Terranova. 

 

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Planisfero di Johann Ruysch.

Il planisfero è inciso su lastre di rame e stampato su due fogli, misura 40,5 × 53,5 centimetri. Il titolo è indicato all’interno di una banderuola ” Universalior Cogniti Orbis Tabula, Ex recentibus confecta observationibus”, cioè “Carta del mondo conosciuto, realizzata a partire da recenti scoperte”.

Come il planisfero Contarini-Rosselli da cui è forse derivato, utilizza una proiezione conica in cui i paralleli sono cerchi concentrici e i meridiani delle linee che hanno origine dal Polo Nord.  Il meridiano zero separa i due fogli e attraversa le isole Canarie raggruppando tutte le nuove scoperte sul foglio di sinistra.

I numerosi toponimi portoghesi , da Terranova a Brasile, Taprobana (Sumatra) i dettagli in India, fanno pensare che Ruysch abbia utilizzato fonti di origine portoghese. Invece per l’antiquario Edward Forbes Smiley  le fonti sarebbero spagnole.

Il planisfero di Ruysch mostra l’America Meridionale, una parte delle Antille e una parte dell’ America Settentrionale esplorata dai portoghesi.

Il Nord America è rappresentato come l’estremità orientale dell’Asia e ne fanno parte la Groenlandia (Gruenlant) e Terranova (Terra Nova).

Separata dall’isola di Terranova da un piccolo stretto troviamo il toponimo “In. Baccalauras”, odierna isola Baccalieu , il cui nome deriva sia dal portoghese bacalhau che dallo spagnolo o bacalao, che dal basco baccalos, tutte espressioni il cui significato è baccalà.  Un poco più a sud un altro toponimo “C. de Portogesi ” attesta la presenza di spedizioni portoghesi come quelle di Gaspar e Miguel Corte-Real  e della flotta da pesca portoghese che si spingeva qui per pescare il merluzzo  già dall’inizio del XV secolo. Proseguendo si trova ” R. Grado o Baia de Rockas” che potrebbe essere lo stretto di Belle Isle.  

A sud-ovest della «penisola» della Groenlandia, due isole a forma di mezzaluna sono raffigurate con l’iscrizione «si dice che chi è giunto in barca verso queste isole per trovare pesci e altro nutrimento è stato ingannato a tal punto dai demoni da non essere riuscito a sbarcarvi senza pericolo». Anche numerose carte successive indicano in questo punto la presenza di un’isola dei demoni. Ad ovest della Groenlandia si trova il paese di Gog e Magog.  

A sud-est della Groenlandia si trova l’isola di Antilia con sotto la scritta  «L’isola di Antilia è stata individuata dai portoghesi, ma quando la si cerca, non si riesce a trovarla. I suoi abitanti parlano la lingua hispanica e si dice che vi si siano rifugiati durante la barbara invasione dell’Hispania all’epoca di re Roderico, l’ultimo re visigoto a dominare il paese. Ci sono nell’isola un arcivescovo e sei altri vescovi, ognuno dei quali ha la propria città, ed è per questo che viene chiamata l’Isola delle Sette Città. Qui la gente vive in modo cristianissimo e dispone di tutte le ricchezze di questo mondo». Diverse spedizioni hanno cercato di trovare le Sette Città nei Caraibi, e la loro leggenda venne successivamente spostata in America del Sud.

In una nota ad ovest di Spagnola (Hispaniola), Ruysch indica che si tratta probabilmente di Sipango (Cipango),  descritto da Marco Polo: «M. Polo dice che 1500 leghe ad est del porto di Zaiton si trova una grande isola chiamata Sipango. Gli abitanti sono idolatri, hanno il loro re e non sono tributari di nessuno. Hanno una grande abbondanza di oro e pietre preziose. Ma dal momento che le isole scoperte dagli Spagnoli si trovano in questo punto, noi non osiamo situare quest’isola qui, anche se siamo dell’opinione che quella che gli Spagnoli chiamano Spagnola sia in realtà Cipango, in quanto le cose descritte come facenti parte di Sipango si trovano anche a Spagnola, oltre all’idolatria».

Ad ovest di Hispaniola si trova una terra dalla forma triangolare e rappresentata solo per la metà orientale, terra che secondo Henry Stevens potrebbe essere la costa dello Yucatan. Una banderuola disegnata sulla parte occidentale del triangolo indica che «i vascelli di Ferdinando sono arrivati fino a questo limite».  La terra è circondata dalle acque, compresa la parte inesplorata, e questo suggerirebbe la presenza di un accesso diretto alla Cina attraverso le Antille. Come confermerebbe  il nome del golfo Plissacus Sinus nel quale si getta il Policacus Fluvius.  Nome che secondo Joannis Schoneri verrebbe dall’alterazione di Pouli Sangam di Marco Polo, ponte del fiume vicino alla città di Sangam in Cina, latinizzato darebbe Pulisica de Pulisangam che porterebbe a Polisacus.  

Sotto la terra triangolare si trova un’isola dai contorni più simili a quelli di Cuba e la legenda DE CVBA. La rappresentazione di Cuba come una penisola continentale corrisponde alla convinzione di Cristoforo Colombo di essere  sbarcato sul continente asiatico, durante il suo secondo viaggio, tanto da averlo fatto giurare il 12 giugno 1494 ai suoi ufficiali. Un altro ritocco è visibile nel mare a nord-ovest di «Cuba», che nasconde un testo cancellato della lastra. L’estremità orientale è chiamata C. de Fundabril (probabilmente Punta de Maisi), che Colombo riteneva essere la punta delle Indie.

A sud di Antilia, possiamo distinguere Moferrato (Porto Rico)), Le XI Mil Virgine (le isole Vergini), Matinina e La Dominica (chiamate Canibali nelle prime edizioni).

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Particolare della prima edizione del  Planisfero di Ruysch: Gruenlant, Terra Nova, Baccalauras, Antilia, Dominica,  Spagnola, Cuba.
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Terza edizione del Planisfero di Ruysch. Sono stati aggiunti PLISACVS SINVS sulle coste cinesi e SINVS GRVENLANTEVS sulle coste di GRVENLANT.

L’America del Sud è rappresentata come un continente distinto e non si trova alcuna menzione delle terre scoperte da Cristoforo Colombo durante il suo quarto viaggio del 1502-1503. Viceversa si trovano diversi toponimi trasmessi da Amerigo Vespucci  e già presenti nel planisfero del Cantino del 1502, come Caput S. Crucis che corrisponde al capo San Vincenzo. Ad ovest un drappo recita: «i marinai spagnoli si sono spinti fin qui, e a causa delle sue dimensioni lo chiamano nuovo mondo, poiché fino ad oggi non hanno ancora visto né esplorato la sua totalità. Pertanto, questa carta è per il momento lasciata incompleta, in quanto non sappiamo per quale direzione si estenda». Vi si trovano le indicazioni Terra sancte crucis (il primo nome dato dai portoghesi al Brasile) e Sive Mundus Novus; si tratta della seconda menzione del Nuovo Mondo su una carta stampata, dopo il planisfero Contarini-Rosselli.   A sud della carta, un’iscrizione indica che i portoghesi hanno navigato fino a 50 gradi sud senza raggiungere l’estremità del continente.

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Planisfero di Ruysch con in rilievo  la linea dell’Equatore e il primo nome dato dai portoghesi al Brasile “TERRA SANCTE CRUCIS” dato per esteso al MUNDUS NOVUS..

Ruysch rappresenta l’India e Prilam (Ceylon) con contorni precisi che testimoniano ancora l’ influenze portoghese. Ma confidando troppo nei viaggi di Marco Polo e sulle descrizioni di Tolomeo crea gran confusione , così accanto alla Ceylon portoghese viene collocata ad est un’isola di Taprobana alias Zoilon.  Taprobana era il nome dato da Tolomeo all’isola di Ceylon. E ancora più ad est troviamo una terza Ceylon con la scritta Seylan Insulae.

Secondo quanto scritto nel libro del 1355  “Inventio Fortunata” del frate inglese Nicola di Lynn, Ruysch disegnò alcune isole attorno al Polo Nord.  L’isola rappresentata sopra la Norvegia  chiamata “European Hyperborea”somiglia alle Svalbard scoperte nel 1597 da Willem Barents.  Sulla penisola che si estende sino all’isola European Hyperborea vi è raffigurata la chiesa di “Sancti Odulfi”, la cattedrale di Sant’Olaf che si trova a Trondheim.  Vicino ad un’altra isola Ruysch scrive  «Nel libro Inventio fortunata si dice che nel polo artico si trovi un’immensa roccia magnetica, di trentatré miglia tedesche di circonferenza. Un mare burrascoso circonda questa roccia, come se le acque sgorgassero da un vaso attraverso l’imboccatura. Attorno si trovano numerose isole, di cui due sono abitate ».   

Bradford Swan e Douglas McGuirk hanno dimostrato che vennero stampate più versioni successive del planisfero, ritoccando le lastre di rame utilizzate per la stampa. Sono state identificate tre versioni distinte di ciascun foglio. I ritocchi non sono correlati con le edizioni del Tolomeo che contengono la mappa, ma carte più «nuove» sono state inserite in atlanti più «vecchi» e viceversa.

Ad esempio , sulla lastra occidentale, la prima edizione presenta la dicitura CANIBALI al posto di LA DOMINICA; tale correzione venne effettuata a partire dalla seconda edizione, sulla quale la dicitura CANIBALOS IN. compare sull’isola di Trinidad. Nella terza edizione, vennero aggiunti il PLISACVS SINVS vicino alle coste cinesi e il SINVS GRVENLANTEVS vicino alla Gruenlant.

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Planisfero di Ruysch con la parte asiatica e l’isola di Giava nominata “IAVA MAIOR”.
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   Particolare del Planisfero con l’isola di Giava e il continente sudamericano “MUNDUS     NOVUS”.  

Attorno al 1505 Ruysch entrò probabilmente nel monastero benedettino di Saint Martin a Colonia come sacerdote secolare. Poco dopo partì per Roma, dove papa Giulio II gli concesse una dispensa dalla sua occupazione sacerdotale. Disegnò con molta probabilità la propria mappa del mondo nel 1507. A ppare sui libri paga del 1508 e del 1509 e sembra che si sia specializzato in pittura decorativa. Si presume  che sia il “Fiammingo chiamato John”, un amico intimo di Raffaello Sanzio che per un certo periodo abitò con lui. È stato ipotizzato che abbia assistito e consigliato Raffaello riguardo all’ “Astronomia” del 1509-1510 ed altri affreschi della Stanza della segnatura.  Non molto dopo, Ruysch si recò a lavorare presso la corte portoghese come cartografo ed astronomo, presumibilmente grazie alla raccomandazione di papa Giulio II, amico  di Manuele I del Portogallo. In seguito tornò al Monastero di  Saint Martin, ammalato ma in grado di creare un’opera ormai perduta: un murale astronomico raffigurante i giorni, mesi (fasi della luna) e le costellazioni. Si dice che sia morto in età avanzata nel 1533 presso il monastero, dove abitava in una stanza adiacente alla biblioteca.

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Nato a Genova nel 1941, si diploma Istituto tecnico Nautico. Divenuto capitano di lungo corso (1966), è laureato in Lettere. Molteplici sono i momenti che segnano il percorso di Bruno Aloi, da ufficiale di coperta agli incarichi in diverse specializzazioni formative fino all'abilitazione a comandante nel 2002. Particolarmente significativa è la sua attività in campo culturale, per un decennio soprintende alla promozione delle grotte di Borgio Verezzi e nell'ambito delle esplorazioni geografiche visita il Marocco, l'Algeria e la Siria. In qualità di Presidente dell'Associazione per il Recupero del Genovesato, Bruno Aloi promuove la riapertura dei forti genovesi Sperone e Begato, con eventi di spettacolo, mentre partecipa all'iniziativa "Artisti per il Centro Storico" (1990). Tra le altre cariche assunte, lo ricordiamo presidente di Al Sham, associazione per le relazioni tra Italia e Siria e presidente del Comitato Nazionale per Colombo.

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