Cristoforo Colombo a guardare i binari della Stazione ferroviaria e il Duca di Galliera a guardare le navi

Tapulli alla genovese… 
Hanno smantellato anni fa la statua di De Ferrari Galliera per lavori alla Metropolitana. Dovevano ricollocare la statua dove si trovava ed invece ora la metteranno sulla rotonda di via Corsica.

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Cartolina d’epoca- Piazza Commenda e Grand Hotel Miramare

Certo il De Ferrari Galliera ha tirato fuori parecchi soldi per ampliare il porto di Genova, ma sarà bene ricordare storicamente qualcosa …

Causò la morte di un domestico, ucciso secondo lui “involontariamente”, e se ne andò a Parigi in esilio volontario, dato anche che l’estradizione da tale paese era pressochè nulla per gente ricca e nobile come lui. Fece ulteriore fortuna i con le azioni delle ferrovie francesi diventando 
-:Presidente della Società della strada ferrata da Genova al Piemonte (1836-1845) 
-Fondatore della Società ferroviaria Parigi-Orléans (1838) (Francia) 
-Consigliere di amministrazione della Compagnie du Nord (società ferroviaria francese) (21 luglio 1845-1867) 
-Membro del Consiglio d’amministrazione della Compagnia ferroviaria Parigi-Strasburgo (Francia) (1845-1850) 
-Membro del Consiglio d’amministrazione della Compagnia ferroviaria Parigi-Lione (1846-1852) 
-Membro del Consiglio di sorveglianza della Caisse centrale du commerce e des chemins de fer (Francia) (1846) 
-Cofondatore della Compagnie du Midi (società ferroviaria francese) (1852) 
-Membro del Consiglio d’amministrazione della Compagnie du Midi (società ferroviaria francese) (1860-1866) 
-Cofondatore della Società per la ferrovia Lione-Ginevra [post 1852] 
-Membro del Consiglio d’amministrazione della Compagnia ferroviaria di Mulhouse (1857) 
-Membro del Consiglio d’amministrazione della Compagnia ferroviaria Parigi-Lione-Mediterraneo, sezione nord (1858-1867) 
-Membro del Consiglio d’amministrazione della Compagnie de l’Est (1860-1867) 
-Membro del Consiglio d’amministrazione della società Imperiale Regia Compagnia austriaca delle ferrovie di Stato (1864-1867)
Tornò a Genova ultrasettantenne facendo ricche donazioni alla sua città. Voce di popolo, per farsi perdonare l’omicidio “involontario”.
Ma, a perte le sue pendenze con la giustizia, mi pare giusto che Cristoforo Colombo uomo di mare guardi i binari della ferrovia, e il Duca De Ferrari Galliera, miliardario grazie alle Ferrovie francesi e italiane si guardi il mare…

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CRONACA

L’idea in una lettera di Bruno Aloi

La statua di Colombo affacciata sul mare, il progetto per omaggiare il navigatore genovese 

di Andrea Popolano
sabato 16 settembre 2017
 
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GENOVA –  Spostare la statua di Cristoforo Colombo da piazza Acquaverde alla rotonda sul mare di via Corsica a Carignano. In modo che croceristi, pescatori e diportisti possano, mentre entrano tra i moli del porto di Genova, ammirare il simbolo che rappresenta il più famoso dei navigatori della storia.

L’idea risale al lontano 2001. Sedici anni fa. A proporla all’allora sindaco Pericu fu Bruno Aloi, presidente del Comitato Nazionale Cristoforo Colombo. Un’altra battaglia, come le altre già da noi di Primocanale sostenute, per riportare al centro dell’attenzione la figura del navigatore genovese.  

E’ proprio Aloi nei giorni ha mandato una lettera al sindaco Bucci per rilanciare il progetto: “L’idea è nata nel 2001 con un’audizione in Comune – dice Aloi -. All’epoca tutti avevano dato la loro disponibilità. Addirittura alcune associazioni erano già pronte per la raccolta fondi, poi non se ne fece più nulla. La mia idea è semplice – prosegue Aloi – la statua andrebbe spostata nella rotonda di via Corsica, in questo modo sarebbe visibile a tutte le navi che entrano in porto. Ma non solo, alla base bisognerebbe anche inciderei i nomi di tutti i grandi navigatori liguri: Antonio da Noli, Nicoloso da Recco, Pancaldo di Savona e i fratelli Vivaldi di Genova. Così avrebbe tutto un altro significato”.  “In piazza Acquaverde non ha molto senso, qui c’è la ferrovia. Addirittura prima è stata messa la ferrovia e poi la statua. Ma se spostata sul mare avrebbe un effetto mondiale. Tutte le crociere che arrivano in città potrebbero ammirare la statua del grande navigatore genovese”.  Ma non solo statue, Aloi parla anche del tradizionale corteo che la sua associazione ripropone per le vie cittadine: “Noi la domenica prima del 12 ottobre facciamo il corteo storico dove si alternano momenti di spettacolo e teatro che ripercorrono la vita di Colombo. La sfilata è distinta in due momenti diversi, una che rappresenta il nuovo mondo, con le comunità latinoamericane, e l’altro è il vecchio mondo, con la presenza delle associazioni. E poi quest’anno porteremo tre navi d’epoca che serviranno per simulare lo sbarco compiuto oltre cinque secoli fa da Colombo” dice Aloi.

 “Rilancio la proposta perché il sindaco Bucci ha detto che gli piace l’idea, bisogna vedere cosa dice la sovraintenza. Sedici anni fa ci rispose che non c’erano i mezzi, ma oggi le cose potrebbero essere cambiate”.  Infine Aloi spende un commento sulle proteste divampate negli Stati Uniti contro le statue di Colombo, accusato di non essere lo scopritore ma bensì l’invasore dell’America. “Quelli che hanno imbratttato e distrutto le statue sono una minoranza, quella non è la volontà di tutti. E poi bisogna ricordare che Colombo è arrivato in centroamerica, non negli Stati Uniti, loro dovrebbero prendersela con i vari  ‘Pecos Bill o Tex Willer’” chiude scherzosamente Aloi.

 

 

 
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Nato a Genova nel 1941, si diploma Istituto tecnico Nautico. Divenuto capitano di lungo corso (1966), è laureato in Lettere. Molteplici sono i momenti che segnano il percorso di Bruno Aloi, da ufficiale di coperta agli incarichi in diverse specializzazioni formative fino all'abilitazione a comandante nel 2002. Particolarmente significativa è la sua attività in campo culturale, per un decennio soprintende alla promozione delle grotte di Borgio Verezzi e nell'ambito delle esplorazioni geografiche visita il Marocco, l'Algeria e la Siria. In qualità di Presidente dell'Associazione per il Recupero del Genovesato, Bruno Aloi promuove la riapertura dei forti genovesi Sperone e Begato, con eventi di spettacolo, mentre partecipa all'iniziativa "Artisti per il Centro Storico" (1990). Tra le altre cariche assunte, lo ricordiamo presidente di Al Sham, associazione per le relazioni tra Italia e Siria e presidente del Comitato Nazionale per Colombo.

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