Il Monastero della Cartuja o Monastero di Santa Maria de las Cuevas, si trova sull’Isla de la Cartuja di Siviglia,


Cristoforo Colombo fu spesso ospite dei monaci certosini proprio in questo monastero, che per lui fu sempre il “porto sicuro”. Qui, strinse una profonda amicizia con Frate Gaspare Gorricio, frate di origine italiana, guida spirituale ed esecutore testamentario dei suoi figli, nonchè suo aiutante durante la preparazione delle spedizioni verso il Nuovo Mondo. Il frate lo aiutò inoltre a comporre il libro delle Profezie, grazie alla sua conoscenza dei testi sacri, e ricevette in dono numerosi cimeli da Colombo con il quale mantenne un intenso rapporto epistolare.
Nel 1502, Colombo scrisse a Papa Alessandro VI per informarlo delle sue scoperte e sottolineare l’importanza di inviare frati nel Nuovo Mondo per diffondere la religione cristiana. Desiderava portare con sé l’amico Gaspare e altri sei confratelli, ma la sua proposta fu rifiutata a causa dell’obbligo dei priori di riunirsi solo occasionalmente. Un vincolo difficile da mantenere oltre l’oceano.
Dopo 3 anni dalla sua morte, i suoi resti furono traslati dalla Chiesa di La Antigua a Valladolid, proprio in questo monastero, per volontà del figlio Diego. Furono collocati nella splendida Cappella di Santa Ana, realizzata in stile mudéjar, dove riposò insieme al fratello e al figlio per oltre trent’anni. Oggi, i resti del fratello Diego si trovano nel Museo della Fabbrica di Loza della Cartuja di Siviglia.
Per ricordare questo intenso legame tra Colombo e il monastero della Cartuja, nel 1887 vi fu eretta una statua in suo onore. L’iniziativa fu promossa dalla vedova del marchese Pickman, colui che nel 1838 acquistò l’intero monastero per trasformarlo in una fabbrica di ceramiche, María Josefa Pickman y Martinez de la Vega.

Alla base la scritta:

Dietro la statua
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