Dario Guglielmo Martini
Allo scrittore genovese Dario G. Martini ed al commodoro cubano José Miguel Diaz Escrich la prima edizione del premio internazionale
“Cristoforo Colombo e il Mare”
Pubblico delle grandi occasioni all’Auditorium Leone XIII di Milano dove sabato 17 marzo si è svolto il 1° Festival del Folclore del Nuovo Mondo, dalle culture precolombiane ai giorni nostri, attraverso danza, musica e poesia “El ultimo imperio Inca”.
La serata dedicata alla solidarietà. amicizia e fratellanza tra Vecchio e Nuovo Mondo, presentata da Antonietta Di Rienzo (Italia) e Roger Richard Hidalgo (Perù), è stata ripresa in diretta da Sky (canale 288), Sabor Latino, Nos Street tv e Arcoiris.
Il Grupo Cultural Folclorico Bolivia si è esibito con costumi originali presentando le varie anime della civiltà del Tawantinsuyu (L’Impero Inca che andava dalla Colombia all’Ecuador, al Perù. Bolivia e parte dell’Argentina) strappando vere ovazioni da stadio da parte delle circa mille persone presenti, in gran parte latino americani.
Il clou della serata è stato la consegna della prima edizione del Premio Internazionale “Cristoforo Colombo ed il Mare” istituito dal CNC (Comitato Nazionale per Colombo) per dare un giusto riconoscimento agli studiosi colombiani ed al settore marinaro indissolubilmente legato al “grande navigatore genovese”.
I componenti della variegata giuria che ha assegnato il Premio ben rappresentavano l’internazionalità dell’evento: per il Perù, Jorge Luis Collazos Ortega (autore e produttore radiotelevisivo ), per la Costa d’Avorio, Emile Tourè (imprenditore), per l’Albania, Alban Daci (pubblicista), per l’Ecuador Tanny Lyn Garcia (direttore editoriale), per la Finlandia, Tom Joutsia (dirigente navale), per la Francia (Marie Térèse Peri (professoressa), per il Kazakistan, Saule Kenzebaeva (imprenditrice), e gli italiani, il comandante Bruno Aloi presidente del CNC (Comitato Nazionale per Colombo), il prof. Giuseppe Marino presidente della Società Nazionale di Salvamento, l’imprenditore marittimo Angelo Martinengo ed il docente universitario Giuseppe Benelli.
“Per la serietà e la completezza dei suoi studi sul grande navigatore” è stato premiato con un artistico busto dell’Ammiraglio, opera dello scultore spezzino Claudio Caporaso, il drammaturgo, saggista e poeta genovese Dario G. Martini che ha dedicato a Colombo tre opere teatrali e sette volumi di saggistica
“Per l’impulso dato alla moderna navigazione a vela ed alla sua propaganda verso le nuove generazioni” la giuria ha voluto premiare con una targa artistica il commodoro cubano José Miguel Diaz Escrich, presidente dell’International Yacht Club “Hemingway” dell’Avana (Cuba). La giuria ha voluto rimarcare il curriculum marinaro del commodoro cubano che è stato diverse volte in Italia ed è molto conosciuto e stimato soprattutto nell’ambiente della vela.
Grande la soddisfazione per coloro che avevano indicato Martini e José Miguel Diaz Escrich e in particolare per il Comitato Nazionale per Colombo che voleva dare grande risalto alla Prima edizione del Premio e che ci è egregiamente riuscito sia per la notorietà delle personalità premiate sia per gli applausi e consensi del pubblico milanese.
La seconda edizione è in programma al Cantiere Lotti di La Spezia degna cornice marinara per un Premio che vuole rimarcare l’appartenenza di Cristoforo Colombo al mondo marinaro internazionale, e non solo genovese, ed al significato di quel 12 ottobre del 1492 che ha portato.
Dario G. Martini
Giornalista, saggista. Poeta, autore e critico teatrale. Tradotto in quattordici lingue (giapponese compreso). Gli si debbono trentadue testi per la scena o per la Rai-TV, tre raccolte di versi e ventun volumi di studi prevalentemente storici, nonché una trentina di prefazioni (due per libri di interesse colombiano).
Insignito di molti importanti riconoscimenti. Fra gli altri il premio Riccione 1962 per il dramma “Qualcosa, comunque” e il premio Pirandello 1977 per “Il latte e il sangue”.
Nell’ambito degli studi su Cristoforo Colombo, Martini è tra coloro che, a livello nazionale e internazionale, hanno maggiormente contribuito a definire, senza iperboli agiografiche e senza assurde denigrazioni, la figura del grande navigatore genovese. Nel saggio dedicatogli dal docente universitario Roberto Trovato (dal titolo “Dario G. Martini, l’antiapocalisse – Un autore teatrale italiano fra due millenni” è reperibile l’elenco completo delle opere che lo stesso Martini ha scritto sull’Ammiraglio, elenco che qui si trascrive:
L’uomo dagli zigomi rossi. Cristoforo Colombo visto fuori del mito – Savona, 1974 – Premio Caffaro d’oro
Cristoforo Colombo tra ragione e fantasia – Genova, 1987 – Premio Anthia
Colombo, vizi e virtù – Genova, 1988
L’Ammiraglio e le sette lune – Dramma in due tempi, con prefazione di Franco Cardini – Genova 1989
Il mito in un sorriso, per una mostra di Umberto Piombino – Genova, 1989
Cristoforo Colombo, l’America e il teatro – Genova, 1990
Cristoforo Colombo e le donne della sua vita – Genova, 1991 – Testo rielaborato per una traduzione in giapponese pubblicata a Tokio nel 1992
Colombo e la sabbia – Dramma in un tempo – Prato, 1991. Successivamente il test, pubblicato da “Sipario” (Milano, 1991) ha rappresentato l’Italia ad un Festival internazionale di Lugano ed è stato in tournée in varie località italiane (1991-1992)
Colombo e la scoperta nelle grandi opere letterarie – Diciottesimo volume della Nuova Raccolta Colombiana, in collaborazione con Giuseppe Bellini. A cura del Ministero dei Beni Culturali – Roma, 1992
Colombo – Opera “monumentale” illustratissima della Vallecchi che Martini ha curato con i contributi di Simonetta Garibaldi, Aldo Agosto e Giuseppe Milazzo – Firenze, 2005
Alla scoperta di Colombo – Dramma in endecasillabi pubblicato da “Sipario” – Milano, 2006
Sempre nel quadro della saggistica colombiana, Dario G. Martini ha redatto le voci relative al grande navigatore e ai suoi congiunti per il Dizionario biografico dei Liguri ( le voci curate nel terzo volume, pubblicato dalla Consulta ligure nel 1996 si trovano da pag. 489 a pag. 496 ). Inoltre – unico autore italiano, oltre a Taviani – ha contribuito alla realizzazione della grande enciclopedia colombiana edita a New York dalla Simon & Schuster.
Ancora: oltre a dirigere con Gaetano Ferro, presidente per molti anni della Società Geografica Italiana, una collezione di monografie su temi colombiani per la Provincia di Genova, Martini ha scritto il testo, sempre con Ferro del documentario televisivo I luoghi della giovinezza di Colombo che è stato tradotto in cinque lingue ed ha avuto una larga diffusione in vari continenti. Ha curato infine la consulenza storica per alcuni programmi colombiani andati in onda sulle tre reti Rai, l’ultimo Odore di sangue e profumo di rose, realizzato con Vito Molinari, è stato trasmesso nel luglio del 1993. Il 17 giugno 2005, presentandolo come primo relatore al convegno organizzato dal Comitato Nazionale per Colombo “Colombo e il mare”, nell’aula Consiliare della Provincia di Genova, Aldo Agosto ha affermato che Dario G. Martini, tra gli studiosi viventi, è il più informato sulla vita dello scopritore.
COLOMBO REGISTA TEATRALE E LETTORE DELLA “MEDEA” DI SENECA
Notizie in rapporto a questi argomenti sono reperibili a pag. 7 e 25 del testo di Martini “Cristoforo Colombo, l’America e il teatro”, di cui due capitoli sono anche dedicati al teatro precolombiano degli Aztechi, dei Maya e degli Incas.
COLOMBO IN FILIGRANA
Nel volume che Martini ha curato con Giuseppe Bellini per la nuova grande Raccolta Colombiana (“Colombo e la scoperta nelle grandi opere letterarie”), si tratta anche del “Colombo in filigrana”, degli autori, cioè che da Montagne a De Montherlant, da Giordano Bruno a Goethe, da Campanella a Spinoza, da Shakespeare a Coleridge, da Goldoni a Metastasio, da Spencer a Racine, da Molière a Brecht, sono stati più o meno condizionati, per alcuni dei loro testi, dalla scoperta dell’America.