Da un cece segnato con una croce il nome all’isola di Guadalupa.

Scoperta da Cristoforo Colombo il 4 novembre 1493.

Isola di Guadalupa.

Durante il viaggio di ritorno dalle terre scoperte durante il viaggio di scoperta, il 14 febbraio 1493 la Pinta e la Nina incappano in una burrasca. La Pinta scompare  nel buio della notte. Sorto il sole,  vento e mare si fanno più terribili per veemenza e potenza.

Dal Giornale di bordo di Cristoforo Colombo di padre Bartolomeo de Las Casas: “Allora l’Ammiraglio ordinò che si tirasse a sorte uno dei naviganti il quale dovesse recarsi in pellegrinaggio al Santuario di Santa Maria di Guadalupe e offrisse a quella madonna miracolosa un vero di 5 libbre, e che tutti facessero voto che colui che venisse designato dalla sorte compirebbe il detto pellegrinaggio. A tal uopo comandò che si recassero tanti ceci quante persone si trovavano sulla nave, di segnarne uno con una croce fattavi sopra col coltello, di metterli in un berretto e di mischiarli bene. Il primo a porvi dentro la mano fu l’Ammiraglio, il quale estrasse il cece segnato con la croce, e così la sorte cadde su di lui, e da allora in poi si riguardò qual pellegrino e in obbligo di recarsi a sciogliere il voto.”

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Cristoforo Colombo estrae il cece segnato con la croce. Tavola di Milo Manara dal libro Cristoforo Colombo di Enzo Biagi.

La Nina arriva a Palos il 15 marzo a mezzogiorno e il 16 marzo Colombo si reca a Santa Clara di Moguer al Monastero di Nuestra Señora de Guadalupe a sciogliere il voto fatto durante la tempesta.

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Real Monasterio de Nuestra Señora de Guadalupe.

Nel tardo tredicesimo secolo il pastore Gil Cordero, proveniente da Cáceres, scoprì sulle rive del fiume Guadalupe una statua della Madonna nascosta nel 714 dagli abitanti locali durante l’invasione dei Mori. Sul luogo del rinvenimento venne eretta una cappella visitata diverse volte da re Alfonso XI di Castiglia.  Durante la Battaglia di Rio Salado del 4 aprile 1340 vinta sulle truppe del sultano del Marocco, Abu al-Hasan b. ‘Uthmanil, il Re invocò Santa Maria di Guadalupe  ascrivendone la vittoria all’intercessione della Madonna. La chiesa di Guadalupe venne così dichiarata santuario reale e ne iniziò la costruzione.

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Statua di cedro policroma della Madonna di Guadalupe.

I monaci gerolamiti , dell’Ordine di San Girolamo, iniziarono ad abitare il monastero nel 1389  proseguendo i lavori di ricostruzione sotto il comando del primo priore  dell’ordine. Nel 1474 vi fu sepolto Enrico IV di Castiglia fratellastro  di Isabella I di Castiglia, la Cattolica. 

Il 25 settembre 1493 Colombo parte da Cadice per il suo secondo viaggio.

Dalle Storie del Nuovo Mondo di Fernando Colombo: “Il lunedì 4 novembre si partì dalla detta isola Marigalante alla volta di tramontana per un’altra grande isola, che chiamò Santa Maria di Guadalupe, per divozione e preghi dei frati della casa di quella vocazione, ai quali aveva promesso di mettere ad alcun’isola il nome del loro monastero”. L’isola era abitata dai Caribi,  i quali avevano cacciato la popolazione originaria degli Arawak e l’avevano chiamata Karukera (Isola dalle belle acque).

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Isola di Guadalupa.

E così da un cece segnato con una croce, il 14 febbraio 1493, tirato a sorte per recarsi in pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora di Guadalupe, si arrivò il 4 novembre 1493 a scoprire l’isola di  Karukera e battezzarla con il nome di  Santa Maria di Guadalupe. Come promesso ai frati del Santuario dove Cristoforo Colombo si recò per ringraziare la Madonna per aver salvato la Nina da essere inghiottita dall’Oceano.

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Nato a Genova nel 1941, si diploma Istituto tecnico Nautico. Divenuto capitano di lungo corso (1966), è laureato in Lettere. Molteplici sono i momenti che segnano il percorso di Bruno Aloi, da ufficiale di coperta agli incarichi in diverse specializzazioni formative fino all'abilitazione a comandante nel 2002. Particolarmente significativa è la sua attività in campo culturale, per un decennio soprintende alla promozione delle grotte di Borgio Verezzi e nell'ambito delle esplorazioni geografiche visita il Marocco, l'Algeria e la Siria. In qualità di Presidente dell'Associazione per il Recupero del Genovesato, Bruno Aloi promuove la riapertura dei forti genovesi Sperone e Begato, con eventi di spettacolo, mentre partecipa all'iniziativa "Artisti per il Centro Storico" (1990). Tra le altre cariche assunte, lo ricordiamo presidente di Al Sham, associazione per le relazioni tra Italia e Siria e presidente del Comitato Nazionale per Colombo.

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