El Vuelo Panamericano “Pro Faro de Colón”. 12 novembre / 29 dicembre 1937.

Effettuato da tre aerei cubani e uno dominicano

El Vuelo Panamericano "Pro Faro de Colón".

El Vuelo Panamericano “Pro Faro de Colón”.

L’obiettivo era quello di toccare con una squadriglia aerea, in 53 tappe,  ben ventisei nazioni del sud, centro e nord America, al fine di ricevere sostegno per la costruzione di un Grande Faro alla memoria del “Gran Almirante de la Mar Océana”.

L’idea di costruire il Faro  prese forma e venne approvata all’unanimità alla Quinta Conferenza Internazionale Americana tenutasi nel 1923 a Santiago del Cile. Il Faro avrebbe dovuto essere eretto nella Repubblica Dominicana dove Colombo fondò la prima enclave nel suo primo viaggio al Nuovo Mondo.

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El Vuelo Panamericano “Pro Faro de Colón”.

La Società Colombista Panamericana, con sede all’Avana, invitò nel maggio del 1937  i Governi di Cuba e della Repubblica Dominicana a formare una squadriglia aerea che percorresse l’intero continente americano  in un viaggio di buona volontà al fine di  realizzare il monumento. Il progetto ebbe subito il sostegno del presidente di Cuba Federico Laredo Bru e del presidente della Repubblica Dominicana Rafael Trujillo. Cuba aderì con tre aerei e la Dominicana con uno.

La squadriglia, conosciuta come “Escuadrilla Binacional Pro Faro de Colón” era composta da tre aerei Stinson Reliant SR-9 cubani ed un Curtiss Wright CW-19R  dominicano.

I tre aerei cubani erano:
Santa María: Tenente, Antonio Menéndez Peláez. Navigatore meccanico, Manuel Naranjo;
La Niña: Tenente, Feliciano Risetch Amat. Meccanico, Roberto Medina);
La Pinta: Tenente, Alfredo (Fillo) Jiménez Alum. Meccanico, Pedro Castillo, e in aggiunta il giornalista Ruy de Lugo Viña y Quintana reporter ufficiale del volo;
L’aereo dominicano era:
– Colón : Maggiore Frank A. Féliz Miranda, capo squadriglia: Meccanico , il sergente maggiore Ernesto Tejeda Matos);

Il tenente Antonio Menéndez Peláez aveva una grandiosa esperienza di volo a grande distanza, fu il primo latinoamericano a sorvolare in solitaria l’Atlantico su un Lockheed 8A Sirius monomotore, durante il suo volo Camaguey-Siviglia nel 1936.

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Il tenente Antonio Menéndez Peláez

Il maggiore Frank Féliz  Miranda fu uno dei primi piloti dell’aviazione dominicana ottenendo il brevetto a Cuba nel 1931.

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Il maggiore Frank Féliz Miranda

Il giornalista Ruy de Lugo Viña y Quintana reporter ufficiale del volo.

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Il cronista ufficiale del volo, Ruy de Lugo Viña.

La partenza era stata programmata per il 12 ottobre, anniversario dell’arrivo di Colombo in America, ma un incidente subìto dall’aereo cubano La Niña obbligò a spostare la data di partenza che venne effettuata il 12 novembre 1937 alle 09.00. La squadriglia partì dall’aeroporto di Miraflores di Ciudad Trujillo (odierna Santo Domingo), Dominicana. 

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I quattro aerei pronti a decollare: il dominicano “Colón” e i cubani “Niña” , ” Pinta” e “Santa María”.

Alle 12.40 dello stesso giorno la squadriglia toccava San Juan di Portorico. Il 14 novembre era a Caracas in Venezuela per poi atterrare in un altro luogo colombiano come Port Spain a Trinidad. E poi un susseguirsi di scali come Paramaribo (allora Guayana Olandese), Belen e Fortaleza, Natal, Recife, Baya e Rio de Janeiro (Brasile).

Alle 12.45 del 30 novembre la squadriglia atterrava a Montevideo (Uruguay)  con l’intenzione di proseguire per Asunción (Paraguay); ma il presidente dell’Uruguay informò che in quel paese erano stati segnalati casi di febbre gialla e così si decise di proseguire il 3 dicembre per Buenos Aires (Argentina). Seguiva una lunga sosta nella capitale argentina e l’8 dicembre  i quattro aerei decollarono per Santiago del Cile. Il 13 dicembre gli aviatori atterravano a La Paz  (Bolivia) tra ali di folla ed entusiasmo alle stelle per un raid storico eccezionale mai tentato sino ad allora.

Il 15 dicembre sorvolando il Perù la squadriglia incappò in una nebbia insidiosa che costrinse gli aerei a dividersi. La “Niña” atterrò nella valle di San Juan, la “Santa Maria” giunse felicemente a Lima, mentre gli aerei “Colón”  e  “Pinta”  atterrarono prima a Pisco per poi proseguire per l’aeroporto internazionale di Limatambo di Lima.

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L’aereo cubano Stinson Reliant SR-9 “Santa Maria” all’aeroporto internazionale di Limatambo (Perù) ove arrivò il 15 dicembre 1937. 

In ordine sparso arrivarono a Bogotà (Colombia)  il 26 dicembre 1937,  dove fecero una revisione tecnica, imbarcarono combustibile e ripartirono il 29 dicembre 1937 per il Panama.

A pochi chilometri da Bogotà i tre aerei cubani presero la direzione del rio Cali incappando in una tempesta e a causa del sovraccarico gli aerei andarono a schiantarsi sulle pareti rocciose incendiandosi.

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                                                                                                             I membri dei tre aerei (Santa Maria, Niña e Pinta) della squadriglia cubana.

L’aereo dominicano “Colón” che veniva dietro,  ma volava più in alto,  non si accorse della sciagura. Il maggiore Miranda ed il meccanico Ernesto Tejada ne vennero a conoscenza solo alle 14.30 del 29 dicembre 1937 all’atterraggio a Panama organizzando subito le fasi del recupero e decidendo di porre fine al volo panamericano.

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L’equipaggio dell’aereo dominicano “Colón”. Frank Féliz Miranda e Ernesto Tejeda Matos.

I resti degli aviatori e del giornalista al seguito arrivarono il 18 gennaio 1938 al porto dell’Habana con la nave scuola Patria.  Furono ricevuti a Cuba con grandi scene di dolore popolare, le spoglie vennero esposte nel Capitolio Nacional ed al funerale assistettero il Presidente, i membri del governo, il corpo diplomatico e migliaia e migliaia di cittadini dell’Habana. Poi le spoglie vennero tumulate nel Panteón Militar del Cementerio de Colón, lo splendido cimitero cubano che é una vera e propria opera d’arte.

II 29 dicembre 1938, primo anniversario della catastrofe,  il governo cubano, in coordinamento con le autorità colombiane, eresse un piccolo obelisco nel luogo in cui caddero i tre aerei cubani.

Attualmente l’aereo dominicano “Colón” è conservato in un piccolo parco all’ingresso della base aerea di San Isidro, nella Repubblica Dominicana.

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L’aereo “Colón” nella base aerea di San Isidro nella Repubblica Dominicana.

Il Faro a Colón fu finalmente costruito e inaugurato nel 1992, V° Centenario della scoperta dell’America e 55 ° anniversario dello storico e tragico “Vuelo panamericano”.

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El Faro a Colón a forma di croce.
About Bruno Aloi 302 Articoli
Nato a Genova nel 1941, si diploma nel 1960 presso l'Istituto Tecnico Nautico San Giorgio di Genova. Nel 1966 consegue il titolo professionale di Capitano di Lungo Corso. Laureato in Lettere con la tesi "I Liguri nella Gallia meridionale". Molteplici sono i momenti che segnano il percorso di Bruno Aloi, da ufficiale di coperta agli incarichi in diverse specializzazioni formative (corsi di sopravvivenza, mezzi di salvataggio, antincendio, corso superiore radar) fino all'abilitazione a comandante nel 2002. Particolarmente significativa è la sua attività in campo culturale, per un decennio soprintende alla promozione delle grotte di Borgio Verezzi e nell'ambito delle esplorazioni geografiche visita il Marocco, l'Algeria e la Siria su invito del Ministro del Turismo Siriano. Socio onorario dello Speleo Club de l'Aude et de l'Ariège (Francia). In qualità di Presidente dell'Associazione per il Recupero del Genovesato, Bruno Aloi promuove nel 1986 la riapertura dei forti genovesi Sperone e Begato, con eventi di spettacolo, mentre partecipa all'iniziativa "Artisti per il Centro Storico" (1990). Socio onorario della Società Nazionale di Salvamento. Tra le altre cariche assunte, lo ricordiamo presidente di Al Sham, associazione per le relazioni tra Italia e Siria contibuendo al gemellaggio della città di Genova con la città di Latakia (l'antica Laodicea). Presidente del Comitato Nazionale per Colombo.

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