Quattro galeotti al primo viaggio di Cristoforo Colombo alle Indie

Alonso Clavijo, Bartolomé de Torres, Juan de Moguer, Pedro Izquierdo.

I quattro delinquenti in una illustrazione di Marco Scuto per il Manuale delle tre caravelle di Vezio Melegari.

Diversi storici hanno sostenuto che alla prima spedizione di Cristoforo Colombo alle Indie partecipassero numerosi delinquenti e pendagli da forca, data anche la difficoltà di reperire nel porto di Palos personale per formare gli equipaggi della Nina, Pinta e Santa Maria.

La studiosa Alicia Bache Gould ha ridimensionato  il tutto a solo quattro criminali. Alonso Clavijo   di Veguer, Batolomé de Torres di Palos, Juan de Moguer di Palos e  Pedro Izquierdo di Lepe.

Bartolomé de Torres aveva accoltellato a morte l’esattore delle imposte di Palos, Juan Martin.  Arrestato e condannato a morte, era stato aiutato a fuggire dal carcere dai tre compari, Alonso Clavijo, Juan de Moguer e Pedro Izquierdo.

I quattro erano svaniti nel nulla ed erano stati condannati  a morte in contumacia.

Nel frattempo, il 30 aprile 1492, era stata emanata una ordinanza reale diretta alle autorità delle città e villaggi della costa andalusa. L’ordinanza concedeva la sospensione del processo e della sentenza a coloro che,  avendo subito qualche condanna, si fossero imbarcati per la spedizione.

I quattro venuti a conoscenza dell’ordinanza si arruolarono e vennero imbarcati sulla Santa Maria in cerca di riscatto e condono della pena.

COLOMBO-ARTE-pittore-italiano-Gianluigi-Coppola-le-tre-caravelle-1024x726
Gianluigi Coppola (Chiavari 1928- Genova 2015) “Le tre caravelle in vista del nuovo mondo”. Anche se poi le caravelle erano solamente due…
COLOMBO-ARTE-pittore-italiano-Gianluigi-Coppola-le-tre-caravelle-1024x726  Criminali-con-Cristoforo-DOC
I quattro delinquenti (Alonso Clavijo, Bartolomé de Torres, Juan de Moguer, Pedro Izquierdo) in una illustrazione di Marco Scuto per il Manuale delle tre caravelle di Vezio Melegari.

Nell’Archivio di Simancas , Alicia Bache Gould trovò il perdono reale redatto nella città di Barcellona in data 26 maggio 1493.

Questo è il perdono concesso a Bartolomé de Torres simile a quello rilasciato ai suoi tre compari.

Por quanto por parte de vos Bartolomé de Torres, vesyno de la villa de Palos, nos fue fecha rrelacion disiendo que puede aver año y medio que por ciertas palabras que ovo Juan Martin pregonero de la dicha villa de Palos oujstes cierta question & le distes una cuchillada de que dis que murió, sobre la qual dis que vos estando en la carcel publjca de la dicha villa algunos amjgos vuestros quebrantaron la dicha carcel vos sacaron della e vos delibraron, por lo qual dis que fue precedido contra vos por la justicia de dicha villa, & en absencia fuistes condenado a pena de muerte e perdimjento de todos vuestros byenes & despues dis que veyendo los parientes del dicho pregonero él ser en alguna culpa de la dicha muerte vos perdonaron e rremjtieron & se apartaron e quitaron de la querella & acusacion contra vos ynterpuesta & avjades ydo por nos servir ponjendo vuestra persona a mucho peligro (con) don Xpoual Colon nuestro almirante del mar oceano a descubrir las yslas de las yndias…  En la ciudad de Barcelona a veynte e seys djas de mayo de noventa e tres años. Yo el rrey, yo la rreyna.” 

Due giorni prima, il 24 maggio 1493, i Reali inviarono da Barcellona all’arcidiacono di Siviglia, don Juan Rodriguez de Fonseca, le credenziali per organizzare la seconda spedizione alle Indie.

Bartolomé de Torres risulta aver partecipato al secondo viaggio come balestriere.  Pare sia rimasto tre anni alle Indie tornando cinque mesi dopo il rientro di Cristoforo Colombo  a Cadice l’11 giugno 1496.

Anche la leggenda che i quattro criminali fossero rimasti e periti alla Navidad dopo il disastro dell’affondamento della Santa Maria risulta pertanto infondata. 

 

 

 

Summary
Article Name
Quattro galeotti al primo viaggio alle Indie
About Bruno Aloi 424 Articoli
Nato a Genova nel 1941, si diploma nel 1960 presso l'Istituto Tecnico Nautico San Giorgio di Genova. Nel 1966 consegue il titolo professionale di Capitano di Lungo Corso. Laureato in Lettere con la tesi "I Liguri nella Gallia meridionale". Molteplici sono i momenti che segnano il percorso di Bruno Aloi, da ufficiale di coperta agli incarichi in diverse specializzazioni formative (corsi di sopravvivenza, mezzi di salvataggio, antincendio di base ed avanzato, corso superiore radar, familiarizzazione navi chimiche, ) fino all'abilitazione a comandante Certificazione S.T.C.W. 1978/95 rilasciato il 28/1/2002. Particolarmente significativa è la sua attività in campo culturale, per un decennio soprintende alla promozione delle grotte di Borgio Verezzi come presidente del Gruppo Grotte Borgio Verezzi. Nell'ambito delle esplorazioni ipogee visita il Marocco, l'Algeria e la Siria su invito del Ministro del Turismo Siriano. Socio onorario dello Speleo Club de l'Aude et de l'Ariège (Francia). In qualità di Presidente dell'Associazione per il Recupero del Genovesato, Bruno Aloi promuove nel 1986 la riapertura dei forti genovesi Sperone e Begato, con eventi di spettacolo, mentre partecipa all'iniziativa "Artisti per il Centro Storico" (1990). Premio Regionale Ligure 1987. Socio onorario della Società Nazionale di Salvamento. Tra le altre cariche assunte, lo ricordiamo presidente di Al Sham, associazione per le relazioni tra Italia e Siria contibuendo al gemellaggio della città di Genova con la città di Latakia (l'antica Laodicea). Giornalista pubblicista dal 14/6/1989 iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti Roma Tessera N. 170551.. Presidente del Comitato Nazionale per Colombo.

Commenta per primo

Lascia un commento